Il Castello

castello1Il castello costituiva una fortezza in epoca normanna e fu edificato con lo scopo di difendere il territorio. Intorno alla prima metà del 1100 l’edificio fu residenza di Clementina, figlia di Ruggero II il Normanno, re di Sicilia, che andò in sposa a Ugone di Molise. Il presidio medievale passò nelle mani di diverse famiglie, dai Normanni agli Angiò, dai d’Afflitto ai baroni Rotondi. Data importante però è il 1480, anno in cui il complesso fu completato fino ad assumere l’aspetto attuale. Nel 1564, anno in cui Macchia e il suo castello furono acquistati da Giovanni Donato della Marra con il titolo di Conte. castello2
I proprietari del feudo e del suo castello si alternarono con molta frequenza. Molto spesso i debiti, soprattutto nei confronti del fisco, portarono alla vendita all’asta della proprietà. Nel 1748 il feudo, appartenente alla baronessa Maria Grazia Rotondi, fu ceduto proprio a causa dei debiti al barone Nicola d’Alena. Con Celeste d’Alena, il nome della famiglia si è estinto e il titolo di barone di Macchia, in seguito al matrimonio della baronessa Celeste, è passato alla famiglia Frisari.
Attualmente la proprietà principale del castello è della famiglia de Iorio-Frisari, che detiene il titolo di Conte di Bisceglie e Patrizio di San Vincenzo al Volturno. Il prospetto dell’edificio che domina la piazza è stato abbellito dalla loggia con archi a tutto sesto, in tutto sette arcate. La prima di queste fu ornata in periodo aragonese da una piccola loggia la cui copertura poggia rispettivamente su cinque piccoli archi.
Il resto dell’edificio si sviluppa su tre livelli, di cui il più alto costituisce una sorta di mansarda. Nel cortile interno si distingue la bella scalinata rinascimentale con colonnato, che porta al piano nobile dell’edificio. Nel piano basso vi sono le cantine e quelle che un tempo erano le stanze di servizio. Il piano alto costituiva il piano nobile, dimora dei feudatari di Macchia, oggi abitazione degli attuali proprietari. Su questo piano si susseguono una serie di stanze, tra cui merita menzione la cappella patronale, nella quale sono conservate reliquie di santi e documenti di notevole valore storico. La proprietà del castello è tuttora della famiglia de Iorio-Frisari. Nel 1984 il castello subì notevoli danni a causa del terremoto che colpì l’intera regione e soprattutto la provincia di Isernia, danni in parte risanati da recenti lavori di restauro.

Castello1983-500
Foto storica del 1983